A differenza delle zone circostanti, il bosco della Fratta è formato da una roccia effusiva di origine vulcanica: il basalto. La sua particolare struttura può essere considerata geologicamente simile a quelle della media e alta Lessinia come la Purga di Bolca, la Purga di Durlo e il Monte Bellocca, nei pressi di Tregnago.
Il basalto emerge dalle altre rocce attorno di natura calcarea, perché è più duro e quindi difficilmente erodibile; è di colore scuro o nero con un contenuto di silice relativamente basso (dal 45 al 52% in peso). Esso proviene da un magma solidificatosi velocemente a contatto dell'aria o dell'acqua ed è la principale roccia costituente la parte superiore della crosta oceanica. I magmi basaltici si formano per fusione da decompressione del mantello terrestre.
Questa zona si è formata grazie all'azione di magmi vulcanici provenienti dalle profondità sottomarine; il bosco della Fratta si è infatti sviluppato dove è avvenuta la distensione del fondo marino e la creazione di faglie (vere e proprie fratture della roccia) che hanno permesso la risalita dei magmi. La forma delle fratture tende a essere esagonale e può assumere l'aspetto di un selciato costruito dall'uomo o di cataste di pali disposti orizzontalmente.
Come si può osservare nella zona più elevata dove l'erosione ha scoperto la roccia, il basalto è presente in blocchi prismatici che nella forma ricordano le colonne (basalti colonnari). Le forme prismatiche sono generate dal rapido raffreddamento e dalla diminuzione del volume.
Questa roccia è molto richiesta sul mercato in quanto per la sua densità elevata e la sua incorruttibilità serve a costruire lastricati e rilevati di grande importanza. Nell’ambito delle costruzioni stradali o ferroviarie, il rilevato è un cumulo di terra, limitato lateralmente da scarpate o da muri di sostegno o di controripa, sulla cui sommità corre il piano stradale. A Verona, sotto l'Arco dei Gavi, è possibile ammirare un tratto dell'originale lastricato in basalto della Via Postumia; si presume che il materiale impiegato per realizzare questa importante strada romana che collegava Genova ad Aquileia (e passava da Corso Porta Palio - Corso Cavour - Corso Porta Borsari - Corso Santa Anastasia) sia stato fornito proprio dalle cave presenti in questa zona.
Il basalto viene inoltre utilizzato per elementi architettonici, rivestimenti, sculture o monumenti.