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Fauna del Bosco

    • Cinciallegra
      • Parus major
      • Famiglia: Paridi.
      • Curiosità: fra tutte è la cincia più grossa e battagliera e può scacciare la cinciarella per appropriarsi del nido già costruito; ambedue le specie depongono una decina di uova tra aprile e maggio, lisce, bianche con piccole macchie rosso scuro: i piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori; si nutrono di larve, api, ragni, semi, frutta, bacche, e sono particolarmente ghiotte dei bruchi della processionaria; il cibo viene sminuzzato col becco, tenendolo fermo con le zampe; accettano volentieri il cibo offerto nelle mangiatoie e occupano volentieri i nidi artificiali; la sua indole esplorativa la rende molto adattabile ai diversi ambienti.
    • Cinciarella
      • Parus caeruleus
      • Famiglia: Paridi.
      • La cinciarella presenta una caratteristica colorazione giallo-blu (a differenza della cinciallegra che invece ha il capo nero); è un uccellino vivace ed acrobatico: spesso la si vede a testa in giù mentre si ciba. Le piume del capo sono erettili e può sollevarle in presenza di un predatore o durante le lotte territoriali. Solitamente solitaria o in coppia, nei mesi invernali può formare gruppi con altre cince, regoli, rampichini, codibugnoli e picchi muratori.
    • Cinghiale
      • Sus scrofa
      • Famiglia: Suidi.
      • Curiosità: animali sociali e aggressivi, dalle abitudini crepuscolari e notturne, durante il giorno riposano nascosti fra i cespugli, in buche scavate nel terreno; possiamo notarne la presenza grazie ai raschiatoi sui tronchi per ripulirsi dal fango e alle scalfitture praticate con i lunghi e affilati canini; possono arrivare a pesare anche 200 kg ma possono correre piuttosto velocemente e percorrere anche 80 km per notte;  la vita media del cinghiale è di circa 20 anni e inizia a riprodursi già a 10 mesi; adottano una dieta onnivora ma prevalentemente si cibano di ghiande; sono molto utili nei boschi in quanto grufolando il terreno ne favoriscono l’aerazione e la germinazione, arricchendo il bosco stesso. Se durante le nostre passeggiate dovessimo incontrarlo è meglio non mettersi a correre, cercando di scappare, magari urlando, ma bisogna mantenere la calma; ci fermiamo in silenzio, ci distanziamo dall’animale e cerchiamo di dare al cinghiale una via di fuga. Naturalmente è indispensabile tenere il cane al guinzaglio, bloccarlo e zittirlo!
    • Codibugnolo
      • Aegithalos caudatus
      • Famiglia: Egitalidi.
      • Curiosità: passeriforme minuto e grazioso dalla coda molto lunga, ama spostarsi in piccoli gruppi vocianti, talvolta assieme alle cince con cui è imparentato; si ciba soprattutto di insetti e in inverno anche di semi e frutta: depone 6-12 uova in un nido fatto di erbe, muschi, licheni e piumette, nascosto tra rovi, nocciolo o sambuco; gli adulti rimasti senza nidiata aiutano i vicini nella cura dei piccoli; si adatta molto a diversi habitat, purché presentano una copertura arborea semiaperta; predilige le piccole foreste e i boschi con arbusti, giardini, parchi e frutteti; durante l’inverno tende a gonfiare il suo piumaggio e a convivere con un gruppetto di esemplari, per cercare di scaldarsi il più possibile.
    • Cuculo
      • Cuculus canorus
      • Famiglia: Cuculini.
      • Curiosità: attivo mangiatore di insetti, bruchi, molluschi e ragni, il cuculo è conosciuto per il famoso verso, da cui prende il nome, che il maschio emette in primavera dalle cime degli alberi; è un uccello molto utile in quanto, col suo noto comportamento di parassitismo di cova, tiene sotto controllo le popolazioni degli uccelli ospitanti (circa una cinquantina di specie di passeriformi, tra cui: cannaiola, codirosso, forapaglie, averla), specializzandosi nell’imitazione del colore delle loro uova. La femmina di cuculo adotta la nota tecnica di inghiottire un uovo o espellerlo dal nido ospitante ma, se i genitori tornano in tempo, possono scacciare la femmina o spingere fuori dal nido l’uovo estraneo. Molto più spesso, però, l’uovo di cuculo riesce a schiudersi e nasce un pulcino che crescendo spingerà fuori tutte le altre uova o pulcini presenti così da avere tutte per sé le amorevoli attenzioni degli ignari genitori adottivi. Il cuculo vive e nidifica prevalentemente in Europa, Asia e Africa; in Italia, predilige i periodi primaverili nelle zone di montagna e pianura; gli adulti migrano verso l’Africa nei primi mesi estivi e saranno seguiti dai più giovani a inizio autunno.
    • Fiorrancino
      • Regulus ignicapillus
      • Famiglia: Regulidi.
      • Curiosità: il suo nome latino significa “capo di fuoco” per il ciuffetto color arancione acceso; è il più piccolo uccello europeo (9 cm), dal canto sottile e delicato; si muove rapido e nervoso e ha un volo breve, sfarfallante e ondulato; si ciba di insetti, aracnidi, miriapodi, molluschi e larve; è presente in tutto il territorio nazionale nidificante in montagna (fino a oltre 3.000 m di quota) e lo si può avvistare ovunque durante le stagioni migratorie e in inverno; il suo principale predatore è lo sparviere; assomiglia molto al “regolo” da cui si differenzia per il sopracciglio bianco e la stria nera che attraversa occhio, entrambi sono uccelli socievoli dal comportamento confidente, che si muovono in gruppetti nelle foreste di latifoglie, in giardini privati e parchi cittadini, svolazzando da un ramo all’altro.
    • Gheppio comune
      • Falco tinnunculus
      • Famiglia: Falconidi.
      • Curiosità: piccolo falco sempre più diffuso nelle nostre città, il suo nome significa “che risuona, che tintinna”, per il suo grido squillante: in volo batte le ali frequentemente e in estate è facilmente identificabile durante il cosiddetto “Spirito Santo” (cioè quando resta fermo a mezz'aria in volo librato, con piccoli battiti d'ala e con la coda aperta a ventaglio), mentre osserva il suolo in cerca di prede; si nutre di roditori, rettili, piccoli uccelli, insetti e lombrichi; il maschio si differenzia dalla femmina per il capo grigio chiaro che contrasta con le ali rossicce. Come tutti i falconidi, può ruotare il capo di 180° e osservare una preda fino a 220° senza doversi muovere dal suo posatoio; a causa del bracconaggio nel dopoguerra e dei veleni utilizzati per uccidere i roditori ha subito un notevole decremento; anche la diffusione dell’agricoltura intensiva lo ha sfavorito.
    • Pettirosso
      • Erithacus rubecula
      • Famiglia: Muscicapidi.
      • Curiosità: piccolo e vivace passeriforme, insettivoro, molto confidente e caratterizzato da un canto armonioso e da un’ampia macchia arancio sul petto, non presente nei giovani esemplari; nidifica in nidi aperti, anche artificiali, deponendo 5-6 uova bianche con macchiette rosso-marrone: si ciba di insetti, coleotteri, lumache, vermi, ragni, bacche e frutta; possiamo aiutarlo a svernare disponendo su un piattino pezzetti di panettone, biscotti triturati, uvetta passa; occupa volentieri le cassette nido sistemate tra le fronde di un rampicante; se ha già visitato un giardino tornerà sicuramente anche l’anno successivo; ha una vita breve: 2-4 anni circa.
    • Picchio Rosso Maggiore
      • Dendrocopos major
      • Famiglia: Picidi.
      • Curiosità: specie protetta e molto diffusa anche nei giardini urbani; possiamo udire il suo tamburellare sordo sui tronchi secchi in cerca di insetti, che preleva con la sua lunga lingua; si ciba anche di frutta come pinoli e nocciole; è onnivoro e può razziare uova e pulcini nei nidi di altri uccelli posizionati sia sugli alberi sia nelle cassette nido di legno; è abilissimo nell’estrarre i semi dalle pigne: le incastra in una fenditura per riuscire ad aprirle a colpi di becco; l’azione di martellamento serve anche per attirare il partner e per definire il territorio; è dotato di quattro dita, disposte due avanti e due indietro, per salire e scendere meglio sui tronchi; nidifica su parecchie essenze tra cui pioppo, ciliegio, castagno, larice; lo si nota più facilmente in inverno, posato sugli alberi spogli; il maschio si riconosce dalla macchia rossa sulla nuca, mentre i giovani hanno tutta la sommità del capo rossa.
    • Picchio Verde
      • Picus viridis
      • Famiglia: Picidi.
      • Curiosità: pur essendo più grosso del picchio rosso maggiore, picchietta sui tronchi in modo meno rumoroso, si ciba di formiche e insetti del legno, larve e vermi con una determinazione ammirevole, divenendo il simbolo del Cristo che stana senza tregua il demonio dalle anime; per rimanere in posizione verticale, il picchio si puntella sul tronco con la coda molto resistente; emette un verso molto sonoro e caratteristico, simile a una bella risata e, secondo una leggenda, quando grida ripetutamente annuncia la pioggia; il nido, realizzato nelle cavità dei tronchi o in grossi rami, ha l’ingresso perfettamente tondo e viene costruito dalla coppia, ma prevalentemente dal maschio, con una camera profonda e verticale; le uova (5-7) sono covate a turno dalla coppia, e sono adagiate sul fondo rivestito da frammenti di legno; ha un volo ondulato, con lunghe pause planate ad ali chiuse, tra un’impennata e l’altra. 
    • Quercino
      • Eliomys quercinus
      • Famiglia: Gliridi.
      • Curiosità: Ciao a tutti, sono il topo quercino, nel 2022 sono stato eletto ambasciatore dei boschi selvaggi e dei paesaggi naturali e sono la mascotte del Bosco della Fratta: amo la vita notturna e i salti acrobatici da un ramo all’altro aiutandomi con la mia coda prensile; sono molto veloce e vivace e vivo nelle quercete, faggete e pure nei giardini in collina ma nei mesi tra novembre e aprile rimango in letargo; sono facile preda di numerosi predatori alati o a quattro zampe (come l’allocco, la volpe, la martora o il gatto selvatico) e in situazioni di estremo pericolo posso staccarmi la pelle della coda, per salvarmi la vita; mi cibo di insetti, bruchi, farfalle, rane, lucertole, uova di uccelli e frutti selvatici; emetto parecchi suoni, squittii e nel sonno spesso… russo; non tolgo mai la mia mascherina da pirata, perciò non confondetemi con mio cugino, il ghiro, che non ce l’ha!
    • Riccio comune
      • Erinaceus europaeus
      • Famiglia: Erinaceidi.
      • Curiosità: è un vero fossile vivente, rimasto praticamente immutato da milioni di anni, e ne esistono più di 20 specie diverse; vanta un olfatto molto sviluppato ed è un buon camminatore e nuotatore; è alquanto rumoroso quando si sposta, ma anche quando mangia o in fase di corteggiamento o durante una colluttazione con i propri simili; animale solitario e notturno, è onnivoro e si ciba di insetti, ragni, retti, anfibi, topi, ecc.;  non teme predatori grazie al suo invulnerabile sistema difensivo costituito da circa 6.000 aculei; pericoli mortali sono costituiti dalla volpe che sa come colpirlo e dall’impatto con gli autoveicoli; per questo lungo le strade si predispongono sottopassaggi e barriere protettive; il latte vaccino è un veleno mortale per i ricci, che non possono digerire il lattosio; come noi umani, quando cammina poggia per terra l’intera pianta del piede; essendo molto miope, si orienta utilizzando il senso del gusto, cioè mordicchiando qua e là; essendo una specie protetta, non si può né cacciare, né detenere in cattività.
    • Scricciolo
      • Troglodytes troglodyles
      • Famiglia: Trogloditidi.
      • Curiosità: piccolo e grazioso uccellino, molto vivace, chiassoso, si sposta saltellando agile e veloce; produce un canto squillante e armonioso, con il quale riesce a scacciare i nemici che incontra sul terreno, mentre per gli attaccanti dal cielo trova rapidamente rifugio al riparo dei cespugli; durante la stagione degli amori emette parecchie melodie; solo i maschi cantano e solo le femmine covano; spesso lo possiamo vedere con il petto basso e a coda alzata pronto a balzare altrove, dove la sua innata curiosità lo attira; si ciba di insetti, ragni e altri animaletti che trova sulle foglie o sul terreno e bacche durante l’inverno; frequenta le aree ricche di cespugli, cataste di legna o ramaglia, e ama la presenza di corsi d’acqua; utilizza il nido sia per covare sia come dormitorio, dopo l’involo dei nidiacei; nel folklore europeo, è considerato il “re degli uccelli”, come narrato nella favola di Esopo “L’aquila e lo scricciolo”.
    • Sparviere
      • Accipiter nisus
      • Famiglia: Accipitridi.
      • Curiosità: elegante e agilissimo falco dei boschi, in cui ama volteggiare tra gli alberi a notevole velocità, grazie alle ali corte e arrotondate e alla lunga coda; sul terreno invece è moto impacciato e si muove saltellando; questo uccello stanziale, predilige i boschetti non molto folti, soprattutto quelli montani, ma è presente anche nei boschi collinari; la sua micidiale tecnica di caccia consiste nel restare appostato e vigile nel folto della vegetazione per poi sorprendere uccelli e piccoli mammiferi piombando loro addosso all'improvviso; catturata la preda, la trasporta in un luogo appartato per divorarla dopo averne strappate le penne o il pelo, che poi rigetta insieme alle altre parti non digeribili; in libertà può vivere fino a 15 anni; Esopo, nella sua famosa favola “L’usignolo e lo Sparviere”, lo dipinge come assennato e concreto.
    • Tasso
      • Meles meles
      • Famiglia: Mustelidi.
      • Curiosità: animale schivo e molto elusivo verso l’uomo, dalle abitudini prettamente notturne e spiccatamente sociali, di aspetto vagamente ursino è lungo quasi un metro e pesa circa 17 kg; ha una caratteristica mascherina nera sul muso bianco che serve da deterrente verso i predatori; è un campione di pazienza: può rimanere fermo e nascosto nella sua tana (che spesso condivide con altri animali, come il coniglio selvatico e la volpe rossa) per lunghe ore finché il pericolo all’esterno sia cessato; vive in famiglie numerose in anfratti naturali e tane sotterranee, che vengono continuamente ristrutturate e ampliate con nuove camere e che scava nel sottobosco con le sue poderose zampe dotate di grossi artigli; è onnivoro ma preferisce cibarsi di tuberi, rizomi, vermi, lumache e serpenti; se molestato può divenire temibile e pericoloso; durante i combattimenti i maschi tengono la coda eretta e arruffano il pelo; i suoi nemici naturali sono il lupo, l'orso, la lince e i cani randagi; nel film “Robin Hood” animato dalla Disney, fra’ Tuck è proprio un tasso; nel romanzo “Il vento tra i salici”, Mr. Tasso scontroso e solitario, può essere visto come un saggio erudito, un buon leader, coraggioso e gentiluomo.
    • Usignolo
      • Luscinia megarhynchos
      • Famiglia: Muscicapidi.
      • Curiosità: il canto del maschio è considerato il migliore del regno animale, con numerosi toni, modulazioni e strofe e serve per delimitare il proprio areale e anche come richiamo delle femmine; i maschi possono riprodurre da 120 a 250 tipi diversi di strofe, scelti in un repertorio di almeno 2.300 "canzoni" all’interno di specifici dialetti regionali; lo possiamo sentire soprattutto durante la notte e fino al mattino; si nutre esclusivamente di insetti, vermi, larve, invertebrati e bacche; la femmina costruisce da sola sul terreno il proprio nido, con fogliame, muschio e spighe; la covata è composta da 4 - 6 uova scure verdastre e i piccoli vengono nutriti da entrambi i genitori; per tutto ciò che riesce a suscitare, nelle tradizioni popolari annuncia la primavera, è il simbolo dell’amore e l’ispiratore di parecchie opere letterarie e musicali.
    • Volpe rossa
      • Vulpes vulpes
      • Famiglia: Canidi.
      • Curiosità: questo agile e affascinante mammifero dall'espressione vivace e furba deve la sua proverbiale astuzia alla grande adattabilità e intelligenza con cui affronta le varie situazioni; vive solitamente in coppia o in piccoli gruppi; la sua corsa elegante e armoniosa è affascinante e indimenticabile; caccia solitaria soprattutto di sera e durante la notte, avvicinandosi di soppiatto alla preda (individuata grazie al finissimo udito) per poi con un rapido balzo catturarla; è un animale onnivoro nonché grande opportunista: si nutre di roditori, uccelli, pesci, anfibi e rettili, insetti, bacche e frutti; il cibo avanzato viene nascosto in tante piccole dispense per recuperarlo in caso di necessità ma raramente lo condividono con altri esemplari; entrambi i genitori partecipano alla cura e all'allevamento della prole e può utilizzare la stessa tana dei tassi, a proprio rischio e pericolo; in passato era cacciata come animale nocivo o da pelliccia.

Alberi e Piante

    • Acero Campestre
      • Acer campestre
      • Famiglia: Aceraceae
      • Habitat: boschi di latifoglie, siepi e coltivi fino a 800 m
      • Altezza: max 20 m
      • Corteccia: rosso-bruno, screpolata in piccole placche.
      • Foglie: palmate, verdi scuro, con 5 o 3 lobi profondi; in autunno deliziano la vista con i loro colori caldi creando macchie vivaci.
      • Frutti: samare inizialmente rossastre con ali opposte a 180°
      • Fiori: piccoli e verdi, riuniti in infiorescenze.
      • Curiosità: cresce lentamente e raramente supera i 10 m ma può raggiungere i 200-300 anni d’età; il suo legno è forte e resistente e pertanto pregiato, viene utilizzato per la realizzazione di violini, stecche da biliardo e bastoni o tutori per la vite; la samara gettata in aria ricade girando su se stessa come un'elica; la corteccia è usata come astringente su pelli arrossate e come rinfrescante intestinale.

 

    • Asparago selvatico
      • Asparagus acutifolius
      • Famiglia: Liliaceae
      • Habitat: luoghi incolti, ai bordi delle strade, boschi e litorali marini.
      • Curiosità: il fusto può raggiungere l'altezza di 1-2 metri; il frutto è una bacca nerastra, grossa come un pisello; i turioni, cioè i polloni o nuovi getti, sono considerati prelibati e per questo molto ricercati; vengono raccolti tra maggio e giugno e cucinati come i comuni asparagi di coltivazione, ottimi i risotti e le frittate; ha proprietà diuretiche e disintossicanti ed è ricco di sali minerali.       

 

    • Bagolaro
      • Celtis australis
      • Famiglia: Ulmaceae.
      • Habitat: luoghi aridi e sassosi, boscaglie di latifoglie.
      • Altezza: max 25 m
      • Corteccia: liscia e argentea, ricorda il faggio.
      • Foglie: lanceolate con apice molto allungato e margine seghettato.
      • Frutti: drupe sferiche (bagole) di colore verde che diventano, a maturazione, blu-nerastro.
      • Fiori: giallastri, senza corolla, sono riuniti in piccoli grappoli.
      • Curiosità: chiamato spaccasassi perché ha potenti radici che si insinuano tra le fessure dei sassi, sgretolandoli, o perlàr (albero delle perle) per i frutti saporiti di cui sono ghiotti gli uccelli e nel passato molto apprezzati anche dall’uomo; pianta rustica e resistente all’inquinamento, viene impiegata nei viali e nei giardini sia per l’elasticità del suo legno sia per la chioma abbondante e rinfrescante; in passato era utilizzata per fabbricare fruste e manici degli arnesi dei contadini.

 

    • Biancospino
      • Crataegus monogyna
      • Famiglia: Rosaceae
      • Habitat: siepi di pianura, pascoli e boschi.
      • Altezza: arbusto che può raggiungere 12 m
      • Foglie: forma romboidale, con incisioni profonde che formano 3-5 lobi seghettati.
      • Frutti: drupa rossa (ottimo cibo per animali). Il biancospino comune contiene un solo nocciolo, mentre quello selvatico ne contiene due.
      • Fiori: bianchi, in mazzetti terminali di circa 20 fiori.
      • Curiosità: il suo nome deriva dal greco Kratos che significa forza, per la durezza del legno e la longevità della pianta che può arrivare a cinquecento anni; il biancospino è associato alla Dea Bianca, l’archetipo delle divinità femminili legate alla primavera e alla fertilità; le sue spine hanno ispirato molte leggende e favole come quella de La Bella Addormenta; i fiori hanno proprietà sedative, protettive e regolatrici del cuore e del sistema nervoso.        
    • Cerro
      • Quercus cerris L.
      • Famiglia: Fagacee
      • Habitat: boschi di collina, con suoli acidi e ricchi di acqua, fino ai 1.200 m
      • Altezza: max 40 m
      • Corteccia: grigio-marrone scuro, spessa e con profonde fessure.
      • Foglie: oblunghe, ruvide e profondamente incise, con 10-14 lobi ed evidenti stipole filiformi attorno al picciolo.
      • Frutti: ghiande con cupola a squame filiformi, simili a un riccio.
      • Fiori: maschili raggruppati e penduli di 4-5 cm; femminili più solitari.
      • Curiosità: è la più comune e ornamentale delle querce; nel passato, insieme alla farnia, formava estese foreste che coprivano la Pianura padana; il suo legno molto duro e compatto è ottimo come legna da ardere e per questo motivo i boschi planiziali sono scomparsi; i Celti amministravano la giustizia sotto una quercia; anche per altri popoli antichi era simbolo di forza, giustizia, immortalità e vittoria.

 

    • Clematis vitalba
      • Clematis vitalba
      • Famiglia: Ranunculacee
      • Habitat: incolti, boschi di latifoglie, macchie temperate.
      • Curiosità: il suo nome significa vite bianca; come quasi tutte le specie vegetali appartenenti a questa famiglia è velenosa e può risultare irritante al contatto; i veronesi la chiamano vialba e mangiano i giovani getti nei risotti e nelle frittate ma si sconsiglia di non utilizzarla oppure di scottarla e gettare l’acqua prima dell’uso; è un rimedio floreale del dott. Bach; a causa del suo comportamento rampicante, assieme ai rovi può creare grovigli impenetrabili, ottimi rifugi per la microfauna selvatica ma dannosi per la vegetazione arborea.

 

    • Ebbio
      • Sambucus ebulos
      • Famiglia: Caprifoliacee
      • Habitat: infestante molto comune, fossi e zone umide.
      • Curiosità: detto anche sambuco selvatico o falso sambuco, è una pianta perenne dall'odore sgradevole molto utilizzata, nel passato, dalla medicina popolare per curare stitichezza, reumatismi, bronchite, influenza, piaghe; tutte le parti verdi sono velenose e pertanto fiori, foglie e frutti vanno usati con molta cautela e in definitiva se ne sconsiglia l’uso perché possono creare disturbi ed essere fortemente purgativi; i suoi frutti a maturazione sono rivolti verso l’alto e non vanno confusi con quelli del sambuco comune o nigra (la specie utilizzata in erboristeria e in cucina) i cui i frutti invece guardano verso il basso.
    • Equiseto
      • Equisetum arvense L.
      • Famiglia: Equisetacee
      • Habitat: rive, stagni, fossati, torbiere, sottobosco e zone umide.
      • Curiosità: pianta perenne cosmopolita, chiamata anche coda di cavallo, è tra gli organismi più antichi della terra; la parte fertile, che contiene le spore, è simile a un asparago e in primavera viene utilizzata in cucina, mente la parte sterile, a forma di coda di cavallo, grazie al suo contenuto di silicio, calcio e molti altri sali minerali viene impiegata in medicina, erboristeria e cosmetica come remineralizzante, anti-age, cicatrizzante, diuretico e contro i problemi renali; in campagna e negli orti trova applicazione come fertilizzante e antiparassitario.

 

    • Orniello
      • Fraxinus ornus L.
      • Famiglia: Oleacee
      • Habitat: terreni poveri collinari
      • Altezza: 10 m, raramente raggiunge i 20 m
      • Corteccia: liscia di colore grigio scuro.
      • Foglie: imparipennate composte da 5-9 foglioline lanceolate a margine dentato.
      • Frutti: samare ellittico-spatolate in grappoli penduli.
      • Fiori: piccoli, bianchi e profumati riuniti in pannocchie apicali.
      • Curiosità: è chiamato anche frassino minore o da manna, poiché dall'incisione della corteccia si ricava la manna, una sostanza dolcissima e dal delicato effetto purgativo; corteccia, foglie e fiori hanno proprietà diuretiche, antireumatiche e lassative; legno molto elastico usato come sostegno per i filari di vite; in primavera abbellisce le colline, assieme all’albero di giuda, con le sue abbondanti inflorescenze bianche.

 

    • Gelso nero e bianco
      • Morus nigra e Morus alba
      • Famiglia: Moracee
      • Habitat: campi e siepi fino ai 600 m
      • Altezza: max 10 m, con chioma globosa espansa di colore verde scuro e tronco massiccio e corto.
      • Corteccia: brunastra e screpolata in piccole squame.
      • Foglie: ovate e cuoriformi, seghettale, ruvide sopra e pubescenti sotto (gelso nero), lucide sopra e poco pubescenti sotto (gelso bianco).
      • Frutti: mora bianca o nera, a seconda della specie.
      • Fiori: quelli maschili sono disposti in spighe cilindriche, peduncolate; quelli femminili in glomeruli ovoidali.
      • Curiosità: importato dalla Cina per i frutti dolci e per le foglie usate per alimentare il baco da seta, industria fiorente nel veronese, fino all’inizio del secolo scorso, grazie alla forte presenza di acqua; era ritenuta una pianta importante tanto da essere segnalata nelle antiche mappe catastali; i frutti vengono ancor oggi consumati freschi o preparati in conserva e gelati; il legno è un buon combustibile.

 

    • Lamio maculato
      • Lamium maculatum
      • Famiglia: Lamiacee
      • Habitat: prati, incolti, sottobosco.
      • Curiosità: pianta erbacea perenne che ama le zone ombreggiate; viene definita anche falsa ortica, per la somiglianza con l'ortica ma, al contrario di quest’ultima, non punge oppure dolcimele per il sapore dolce del fiore che possiamo succhiare; in primavera, prima della fioritura e anche se il suo odore non attira, si possono mangiare le foglie bollite o nelle zuppe; seppur non confermato scientificamente, pare abbia diverse proprietà medicinali e curative.
    • Olmo bianco
      • Ulmus laevis Pallas
      • Famiglia: Ulmacee
      • Habitat: boschi umidi fino ai 600 m, ma raro.
      • Altezza: max 30 m
      • Corteccia: grigio-brunastra, si rompe in piccole squame.
      • Foglie: lamina ovale, base asimmetrica e margine doppiamente seghettato.
      • Frutti: samare ovali a margine cigliato.
      • Fiori: riuniti in infiorescenze, con piccioli di circa 2 cm e senza petali.
      • Curiosità: olmo poco comune, in passato veniva usato come pianta da ombra; si distingue dagli altri olmi per le samare cigliate, per cui viene chiamato anche olmo ciliato, per la pagina inferiore delle foglie che è vellutata (in latino laevis) e per i fiori e i frutti dal lungo peduncolo.

 

    • Olmo campestre
      • Ulmus minor
      • Famiglia: Ulmacee
      • Habitat: siepi e boschi fino a 1.200 m
      • Altezza: spesso arbustivo lungo le siepi, ma può raggiungere i 30 m
      • Corteccia: grigio-brunastra, screpolata che si desquama in placche.
      • Foglie: ruvide, lanceolate, con base asimmetrica, caratteristica che lo distingue dal carpino, il lobo copre il picciolo; margine doppiamente seghettato.
      • Frutti: samare, simili a dischetti di carta bruna con un piccolo seme al centro.
      • Fiori: ermafroditi, sessili, riuniti a gruppi, di colore rosso.
      • Curiosità: sopporta bene l'inquinamento e la potatura; dà un ottimo legname che non viene attaccato dai tarli ed è un buon combustibile; con le tenere foglie e i giovani frutti si preparano gustose minestre e insalate; la corteccia era molto usata per i disturbi della pelle e si usava come rimedio per dermatosi, ferite, ascessi, ma anche come diuretica per i reumatismi, obesità, febbre; per il dott. Bach è Elm, il fiore della responsabilità.

 

    • Pervinca minore
      • Vinca minor
      • Famiglia: Apocynacee
      • Habitat: sottobosco e lungo siepi ombrose.
      • Curiosità: il suo nome deriva dal latino vincire = legare, poiché l'intreccio dei fusti striscianti forma estesi tappeti sempreverdi; ha fiori di colore differente a seconda della varietà, e sboccia da primavera a tarda estate, ma i più caratteristici sono quelli blu pervinca; sacro a Mnemosine, la dea della memoria, possiede infatti la vincamina, un alcaloide che favorisce l’afflusso del sangue al cervello, agisce sull'ipertensione e la digestione, mentre gli impacchi delle foglie sono utili per dermatosi, foruncoli e pelli delicate; va utilizzato solo su prescrizione medica.

 

    • Prugnolo
      • Prunus spinosa
      • Famiglia: Rosacee
      • Habitat: arbusto che vive al margine dei boschi, nelle siepi, ai bordi dei campi.
      • Foglie: lamina quasi romboidale con apice acuto e margine dentato, la pagina inferiore più chiara.
      • Frutti: drupe blu-nerastre ricoperte da una peluria biancastra.
      • Curiosità: è tra i primi arbusti a fiorire e offre agli uccelli un sicuro riparo per il nido tra i sui rami spinosi e per questo viene spesso confuso con il biancospino; il frutto blu-nero, a maturazione, viene impiegato per marmellate e liquori; il suo legno è un ottimo combustibile e viene utilizzato per attrezzi agricoli o manufatti di piccole dimensioni.

 

    • Pungitopo
      • Ruscus aculeatus
      • Famiglia: Liliacee
      • Habitat: sottobosco asciutto, ambiente mediterraneo.
      • Curiosità: per le sue bellissime bacche rosse nel passato era la pianta augurale natalizia per eccellenza, ed è stata protetta in seguito a un uso esagerato; le sue foglie lanceolate sono in realtà rametti trasformati e ospitano piccoli fiori che sembrano stelline; le vere foglie sono quasi inesistenti; i giovani polloni dal gusto amaro si mangiano nel risotto o come gli asparagi; il rizoma ha proprietà antinfiammatorie, protettrici vasali e diuretiche ed è molto utilizzato nei gel e creme per le gambe stanche.

 

    • Rosa canina
      • Rosa canina
      • Famiglia: Rosacee
      • Habitat: siepi e margini dei boschi, dalla collina alla montagna.
      • Foglie: sono composte da 5-7 foglioline con margine dentato.
      • Frutti: piccoli acheni pelosi che vengono confusi con il seme e che al loro interno contengono un solo seme; sono protetti da un falso frutto carnoso di colore rosso chiamato cinorrodo.
      • Curiosità: è un arbusto spinoso ed è la rosa spontanea più comune in Italia; ricca di vitamina C viene usata per la preparazione di ottime confetture, melliti e liquori; con il falso frutto, rosso ed energetico, si cibano gli animali selvatici e i viandanti sui sentieri montani; per le sue numerose proprietà i cinorrodi, i petali e i frutti vengono impiegati in farmaceutica, erboristeria e cosmetica; in Veneto viene chiamata strupacùl per le proprietà astringenti e irritanti dei peli.

 

    • Roverella
      • Quercus pubescens
      • Famiglia: Fagacee
      • Habitat: boschi di pianura e collina fino ai 1.200 m
      • Altezza: max 20 m
      • Corteccia: grigio scura, divisa in placche ruvide.
      • Foglie: obovate con base cuneata con 5-6 lobi.
      • Frutti: ghiande allungate di circa 2 cm con cupola rivestita da squame dense e pressate.
      • Fiori: quelli maschili sono amenti penduli color verde-giallastro; quelli femminili sono solitari o a piccoli gruppi.
      • Curiosità: è la più diffusa delle querce e spesso crea boschi misti in associazione con carpini, aceri e ornielli, però si ibrida facilmente e pertanto non è facilmente distinguibile; la si può riconoscere dalle foglie morte che rimangono sulla pianta tutto l'inverno; le ghiande venivano date in pasto ai maiali oppure erano tostate come surrogato del caffè.

 

    • Sambuco
      • Sambucus nigra
      • Famiglia: Caprifoliacee
      • Habitat: siepi, rive e boschi umidi.
      • Altezza: albero, spesso arbusto alto max 8 m
      • Corteccia: brunastra, profondamente solcata e sugherosa con all’interno un midollo biancastro.
      • Foglie: imparipennate, formate da 5-7 foglioline lanceolate con margine seghettato.
      • Frutti: bacche succose, nero-violacee.
      • Fiori: infiorescenze ombrelliformi di colore bianco.
      • Curiosità: si riconosce dal falso sambuco per le bacche che diventano pendule a maturazione; con i rami cavi si realizzano ottimi flauti; pianta tossica nelle parti verdi e fresche ma molto importante per i suoi effetti curativi; i fiori sono sudoriferi, mineralizzanti, febbrifughi, antivirali e ottimi come succhi e sciroppi dissetanti o fritti in pastella; le bacche hanno proprietà antiossidanti, antireumatiche e lassative, ricche di vitamina C, sono ottime confetture. Da non confondere con l’ebbio (falso sambuco), che ha frutti tossici.

 

    • Sanguinella
      • Cornus sanguinea L.
      • Famiglia: Cornacee
      • Habitat: siepi, macchie, boscaglie e presso corsi d'acqua.
      • Altezza: max 5 m
      • Corteccia: bruno-grigiastra, fittamente fessurata.
      • Foglie: ovali, opposte; in autunno di colore rosso porpora.
      • Frutti: ombrelli di drupe tonde nere non commestibili.
      • Fiori: di colore bianco-verdastro, ermafroditi e autoimpollinanti.
      • Curiosità: pianta arbustivo-cespugliosa originaria dell'Europa e dell'Asia, si riconosce dal colore rosso porpora scuro che assumono le foglie in autunno, da qui il nome sanguinella con cui viene comunemente chiamata; dai frutti amari si ricavava l'olio per le lampade e sono ancora oggi impiegati in tintoria; i rametti rossi si utilizzano come tutori nell’orto e per fare cesti e graticci; ha proprietà antitrombotiche, anticoagulanti e viene usata per l’ipertiroidismo.

 

    • Tamaro
      • Tamus communis
      • Famiglia: Dioscoreacee
      • Habitat: sottobosco, macchie fitte, siepi.
      • Foglie: cuoriformi, alterne, glabre e lucide con picciolo molto lungo.
      • Curiosità: la pianta si arrampica come una vite sui vicini alberi e arbusti, grazie allo sviluppo di fusti erbacei eretti e flessuosi simili agli asparagi e per questo motivo viene chiamata ligaboschi; forma grappoli di bacche velenose tonde di color rosso brillante; nel passato è stata usata come pianta officinale e mangereccia ma ora non più perché può dare problemi gravi a livello gastrico; purtroppo viene ancora spesso confusa con l’asparago selvatico.
Ultima modifica: martedì, 17 febbraio 2026

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