Fauna del Bosco
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- Cinciallegra
- Parus major
- Famiglia: Paridi.
- Curiosità: fra tutte è la cincia più grossa e battagliera e può scacciare la cinciarella per appropriarsi del nido già costruito; ambedue le specie depongono una decina di uova tra aprile e maggio, lisce, bianche con piccole macchie rosso scuro: i piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori; si nutrono di larve, api, ragni, semi, frutta, bacche, e sono particolarmente ghiotte dei bruchi della processionaria; il cibo viene sminuzzato col becco, tenendolo fermo con le zampe; accettano volentieri il cibo offerto nelle mangiatoie e occupano volentieri i nidi artificiali; la sua indole esplorativa la rende molto adattabile ai diversi ambienti.
- Cinciarella
- Parus caeruleus
- Famiglia: Paridi.
- La cinciarella presenta una caratteristica colorazione giallo-blu (a differenza della cinciallegra che invece ha il capo nero); è un uccellino vivace ed acrobatico: spesso la si vede a testa in giù mentre si ciba. Le piume del capo sono erettili e può sollevarle in presenza di un predatore o durante le lotte territoriali. Solitamente solitaria o in coppia, nei mesi invernali può formare gruppi con altre cince, regoli, rampichini, codibugnoli e picchi muratori.
- Cinghiale
- Sus scrofa
- Famiglia: Suidi.
- Curiosità: animali sociali e aggressivi, dalle abitudini crepuscolari e notturne, durante il giorno riposano nascosti fra i cespugli, in buche scavate nel terreno; possiamo notarne la presenza grazie ai raschiatoi sui tronchi per ripulirsi dal fango e alle scalfitture praticate con i lunghi e affilati canini; possono arrivare a pesare anche 200 kg ma possono correre piuttosto velocemente e percorrere anche 80 km per notte; la vita media del cinghiale è di circa 20 anni e inizia a riprodursi già a 10 mesi; adottano una dieta onnivora ma prevalentemente si cibano di ghiande; sono molto utili nei boschi in quanto grufolando il terreno ne favoriscono l’aerazione e la germinazione, arricchendo il bosco stesso. Se durante le nostre passeggiate dovessimo incontrarlo è meglio non mettersi a correre, cercando di scappare, magari urlando, ma bisogna mantenere la calma; ci fermiamo in silenzio, ci distanziamo dall’animale e cerchiamo di dare al cinghiale una via di fuga. Naturalmente è indispensabile tenere il cane al guinzaglio, bloccarlo e zittirlo!
- Codibugnolo
- Aegithalos caudatus
- Famiglia: Egitalidi.
- Curiosità: passeriforme minuto e grazioso dalla coda molto lunga, ama spostarsi in piccoli gruppi vocianti, talvolta assieme alle cince con cui è imparentato; si ciba soprattutto di insetti e in inverno anche di semi e frutta: depone 6-12 uova in un nido fatto di erbe, muschi, licheni e piumette, nascosto tra rovi, nocciolo o sambuco; gli adulti rimasti senza nidiata aiutano i vicini nella cura dei piccoli; si adatta molto a diversi habitat, purché presentano una copertura arborea semiaperta; predilige le piccole foreste e i boschi con arbusti, giardini, parchi e frutteti; durante l’inverno tende a gonfiare il suo piumaggio e a convivere con un gruppetto di esemplari, per cercare di scaldarsi il più possibile.
- Cuculo
- Cuculus canorus
- Famiglia: Cuculini.
- Curiosità: attivo mangiatore di insetti, bruchi, molluschi e ragni, il cuculo è conosciuto per il famoso verso, da cui prende il nome, che il maschio emette in primavera dalle cime degli alberi; è un uccello molto utile in quanto, col suo noto comportamento di parassitismo di cova, tiene sotto controllo le popolazioni degli uccelli ospitanti (circa una cinquantina di specie di passeriformi, tra cui: cannaiola, codirosso, forapaglie, averla), specializzandosi nell’imitazione del colore delle loro uova. La femmina di cuculo adotta la nota tecnica di inghiottire un uovo o espellerlo dal nido ospitante ma, se i genitori tornano in tempo, possono scacciare la femmina o spingere fuori dal nido l’uovo estraneo. Molto più spesso, però, l’uovo di cuculo riesce a schiudersi e nasce un pulcino che crescendo spingerà fuori tutte le altre uova o pulcini presenti così da avere tutte per sé le amorevoli attenzioni degli ignari genitori adottivi. Il cuculo vive e nidifica prevalentemente in Europa, Asia e Africa; in Italia, predilige i periodi primaverili nelle zone di montagna e pianura; gli adulti migrano verso l’Africa nei primi mesi estivi e saranno seguiti dai più giovani a inizio autunno.
- Fiorrancino
- Regulus ignicapillus
- Famiglia: Regulidi.
- Curiosità: il suo nome latino significa “capo di fuoco” per il ciuffetto color arancione acceso; è il più piccolo uccello europeo (9 cm), dal canto sottile e delicato; si muove rapido e nervoso e ha un volo breve, sfarfallante e ondulato; si ciba di insetti, aracnidi, miriapodi, molluschi e larve; è presente in tutto il territorio nazionale nidificante in montagna (fino a oltre 3.000 m di quota) e lo si può avvistare ovunque durante le stagioni migratorie e in inverno; il suo principale predatore è lo sparviere; assomiglia molto al “regolo” da cui si differenzia per il sopracciglio bianco e la stria nera che attraversa occhio, entrambi sono uccelli socievoli dal comportamento confidente, che si muovono in gruppetti nelle foreste di latifoglie, in giardini privati e parchi cittadini, svolazzando da un ramo all’altro.
- Gheppio comune
- Falco tinnunculus
- Famiglia: Falconidi.
- Curiosità: piccolo falco sempre più diffuso nelle nostre città, il suo nome significa “che risuona, che tintinna”, per il suo grido squillante: in volo batte le ali frequentemente e in estate è facilmente identificabile durante il cosiddetto “Spirito Santo” (cioè quando resta fermo a mezz'aria in volo librato, con piccoli battiti d'ala e con la coda aperta a ventaglio), mentre osserva il suolo in cerca di prede; si nutre di roditori, rettili, piccoli uccelli, insetti e lombrichi; il maschio si differenzia dalla femmina per il capo grigio chiaro che contrasta con le ali rossicce. Come tutti i falconidi, può ruotare il capo di 180° e osservare una preda fino a 220° senza doversi muovere dal suo posatoio; a causa del bracconaggio nel dopoguerra e dei veleni utilizzati per uccidere i roditori ha subito un notevole decremento; anche la diffusione dell’agricoltura intensiva lo ha sfavorito.
- Pettirosso
- Erithacus rubecula
- Famiglia: Muscicapidi.
- Curiosità: piccolo e vivace passeriforme, insettivoro, molto confidente e caratterizzato da un canto armonioso e da un’ampia macchia arancio sul petto, non presente nei giovani esemplari; nidifica in nidi aperti, anche artificiali, deponendo 5-6 uova bianche con macchiette rosso-marrone: si ciba di insetti, coleotteri, lumache, vermi, ragni, bacche e frutta; possiamo aiutarlo a svernare disponendo su un piattino pezzetti di panettone, biscotti triturati, uvetta passa; occupa volentieri le cassette nido sistemate tra le fronde di un rampicante; se ha già visitato un giardino tornerà sicuramente anche l’anno successivo; ha una vita breve: 2-4 anni circa.
- Picchio Rosso Maggiore
- Dendrocopos major
- Famiglia: Picidi.
- Curiosità: specie protetta e molto diffusa anche nei giardini urbani; possiamo udire il suo tamburellare sordo sui tronchi secchi in cerca di insetti, che preleva con la sua lunga lingua; si ciba anche di frutta come pinoli e nocciole; è onnivoro e può razziare uova e pulcini nei nidi di altri uccelli posizionati sia sugli alberi sia nelle cassette nido di legno; è abilissimo nell’estrarre i semi dalle pigne: le incastra in una fenditura per riuscire ad aprirle a colpi di becco; l’azione di martellamento serve anche per attirare il partner e per definire il territorio; è dotato di quattro dita, disposte due avanti e due indietro, per salire e scendere meglio sui tronchi; nidifica su parecchie essenze tra cui pioppo, ciliegio, castagno, larice; lo si nota più facilmente in inverno, posato sugli alberi spogli; il maschio si riconosce dalla macchia rossa sulla nuca, mentre i giovani hanno tutta la sommità del capo rossa.
- Picchio Verde
- Picus viridis
- Famiglia: Picidi.
- Curiosità: pur essendo più grosso del picchio rosso maggiore, picchietta sui tronchi in modo meno rumoroso, si ciba di formiche e insetti del legno, larve e vermi con una determinazione ammirevole, divenendo il simbolo del Cristo che stana senza tregua il demonio dalle anime; per rimanere in posizione verticale, il picchio si puntella sul tronco con la coda molto resistente; emette un verso molto sonoro e caratteristico, simile a una bella risata e, secondo una leggenda, quando grida ripetutamente annuncia la pioggia; il nido, realizzato nelle cavità dei tronchi o in grossi rami, ha l’ingresso perfettamente tondo e viene costruito dalla coppia, ma prevalentemente dal maschio, con una camera profonda e verticale; le uova (5-7) sono covate a turno dalla coppia, e sono adagiate sul fondo rivestito da frammenti di legno; ha un volo ondulato, con lunghe pause planate ad ali chiuse, tra un’impennata e l’altra.
- Quercino
- Eliomys quercinus
- Famiglia: Gliridi.
- Curiosità: Ciao a tutti, sono il topo quercino, nel 2022 sono stato eletto ambasciatore dei boschi selvaggi e dei paesaggi naturali e sono la mascotte del Bosco della Fratta: amo la vita notturna e i salti acrobatici da un ramo all’altro aiutandomi con la mia coda prensile; sono molto veloce e vivace e vivo nelle quercete, faggete e pure nei giardini in collina ma nei mesi tra novembre e aprile rimango in letargo; sono facile preda di numerosi predatori alati o a quattro zampe (come l’allocco, la volpe, la martora o il gatto selvatico) e in situazioni di estremo pericolo posso staccarmi la pelle della coda, per salvarmi la vita; mi cibo di insetti, bruchi, farfalle, rane, lucertole, uova di uccelli e frutti selvatici; emetto parecchi suoni, squittii e nel sonno spesso… russo; non tolgo mai la mia mascherina da pirata, perciò non confondetemi con mio cugino, il ghiro, che non ce l’ha!
- Riccio comune
- Erinaceus europaeus
- Famiglia: Erinaceidi.
- Curiosità: è un vero fossile vivente, rimasto praticamente immutato da milioni di anni, e ne esistono più di 20 specie diverse; vanta un olfatto molto sviluppato ed è un buon camminatore e nuotatore; è alquanto rumoroso quando si sposta, ma anche quando mangia o in fase di corteggiamento o durante una colluttazione con i propri simili; animale solitario e notturno, è onnivoro e si ciba di insetti, ragni, retti, anfibi, topi, ecc.; non teme predatori grazie al suo invulnerabile sistema difensivo costituito da circa 6.000 aculei; pericoli mortali sono costituiti dalla volpe che sa come colpirlo e dall’impatto con gli autoveicoli; per questo lungo le strade si predispongono sottopassaggi e barriere protettive; il latte vaccino è un veleno mortale per i ricci, che non possono digerire il lattosio; come noi umani, quando cammina poggia per terra l’intera pianta del piede; essendo molto miope, si orienta utilizzando il senso del gusto, cioè mordicchiando qua e là; essendo una specie protetta, non si può né cacciare, né detenere in cattività.
- Scricciolo
- Troglodytes troglodyles
- Famiglia: Trogloditidi.
- Curiosità: piccolo e grazioso uccellino, molto vivace, chiassoso, si sposta saltellando agile e veloce; produce un canto squillante e armonioso, con il quale riesce a scacciare i nemici che incontra sul terreno, mentre per gli attaccanti dal cielo trova rapidamente rifugio al riparo dei cespugli; durante la stagione degli amori emette parecchie melodie; solo i maschi cantano e solo le femmine covano; spesso lo possiamo vedere con il petto basso e a coda alzata pronto a balzare altrove, dove la sua innata curiosità lo attira; si ciba di insetti, ragni e altri animaletti che trova sulle foglie o sul terreno e bacche durante l’inverno; frequenta le aree ricche di cespugli, cataste di legna o ramaglia, e ama la presenza di corsi d’acqua; utilizza il nido sia per covare sia come dormitorio, dopo l’involo dei nidiacei; nel folklore europeo, è considerato il “re degli uccelli”, come narrato nella favola di Esopo “L’aquila e lo scricciolo”.
- Sparviere
- Accipiter nisus
- Famiglia: Accipitridi.
- Curiosità: elegante e agilissimo falco dei boschi, in cui ama volteggiare tra gli alberi a notevole velocità, grazie alle ali corte e arrotondate e alla lunga coda; sul terreno invece è moto impacciato e si muove saltellando; questo uccello stanziale, predilige i boschetti non molto folti, soprattutto quelli montani, ma è presente anche nei boschi collinari; la sua micidiale tecnica di caccia consiste nel restare appostato e vigile nel folto della vegetazione per poi sorprendere uccelli e piccoli mammiferi piombando loro addosso all'improvviso; catturata la preda, la trasporta in un luogo appartato per divorarla dopo averne strappate le penne o il pelo, che poi rigetta insieme alle altre parti non digeribili; in libertà può vivere fino a 15 anni; Esopo, nella sua famosa favola “L’usignolo e lo Sparviere”, lo dipinge come assennato e concreto.
- Tasso
- Meles meles
- Famiglia: Mustelidi.
- Curiosità: animale schivo e molto elusivo verso l’uomo, dalle abitudini prettamente notturne e spiccatamente sociali, di aspetto vagamente ursino è lungo quasi un metro e pesa circa 17 kg; ha una caratteristica mascherina nera sul muso bianco che serve da deterrente verso i predatori; è un campione di pazienza: può rimanere fermo e nascosto nella sua tana (che spesso condivide con altri animali, come il coniglio selvatico e la volpe rossa) per lunghe ore finché il pericolo all’esterno sia cessato; vive in famiglie numerose in anfratti naturali e tane sotterranee, che vengono continuamente ristrutturate e ampliate con nuove camere e che scava nel sottobosco con le sue poderose zampe dotate di grossi artigli; è onnivoro ma preferisce cibarsi di tuberi, rizomi, vermi, lumache e serpenti; se molestato può divenire temibile e pericoloso; durante i combattimenti i maschi tengono la coda eretta e arruffano il pelo; i suoi nemici naturali sono il lupo, l'orso, la lince e i cani randagi; nel film “Robin Hood” animato dalla Disney, fra’ Tuck è proprio un tasso; nel romanzo “Il vento tra i salici”, Mr. Tasso scontroso e solitario, può essere visto come un saggio erudito, un buon leader, coraggioso e gentiluomo.
- Usignolo
- Luscinia megarhynchos
- Famiglia: Muscicapidi.
- Curiosità: il canto del maschio è considerato il migliore del regno animale, con numerosi toni, modulazioni e strofe e serve per delimitare il proprio areale e anche come richiamo delle femmine; i maschi possono riprodurre da 120 a 250 tipi diversi di strofe, scelti in un repertorio di almeno 2.300 "canzoni" all’interno di specifici dialetti regionali; lo possiamo sentire soprattutto durante la notte e fino al mattino; si nutre esclusivamente di insetti, vermi, larve, invertebrati e bacche; la femmina costruisce da sola sul terreno il proprio nido, con fogliame, muschio e spighe; la covata è composta da 4 - 6 uova scure verdastre e i piccoli vengono nutriti da entrambi i genitori; per tutto ciò che riesce a suscitare, nelle tradizioni popolari annuncia la primavera, è il simbolo dell’amore e l’ispiratore di parecchie opere letterarie e musicali.
- Volpe rossa
- Vulpes vulpes
- Famiglia: Canidi.
- Curiosità: questo agile e affascinante mammifero dall'espressione vivace e furba deve la sua proverbiale astuzia alla grande adattabilità e intelligenza con cui affronta le varie situazioni; vive solitamente in coppia o in piccoli gruppi; la sua corsa elegante e armoniosa è affascinante e indimenticabile; caccia solitaria soprattutto di sera e durante la notte, avvicinandosi di soppiatto alla preda (individuata grazie al finissimo udito) per poi con un rapido balzo catturarla; è un animale onnivoro nonché grande opportunista: si nutre di roditori, uccelli, pesci, anfibi e rettili, insetti, bacche e frutti; il cibo avanzato viene nascosto in tante piccole dispense per recuperarlo in caso di necessità ma raramente lo condividono con altri esemplari; entrambi i genitori partecipano alla cura e all'allevamento della prole e può utilizzare la stessa tana dei tassi, a proprio rischio e pericolo; in passato era cacciata come animale nocivo o da pelliccia.
- Cinciallegra